È il servizio più richiesto dagli italiani che vivono o possiedono beni negli Emirati, e per una ragione precisa: senza un testamento valido negli Emirati, la sorte dei beni lasciati a Dubai non è affatto scontata. Conti correnti, immobili, quote societarie e persino l’affidamento dei figli minori possono finire in procedure lunghe e in esiti diversi da quelli voluti.
Il quadro normativo è cambiato molto negli ultimi anni. Il Decreto-Legge Federale n. 41/2022 ha introdotto, per i residenti non musulmani, uno statuto civile autonomo con regole successorie laiche: in assenza di testamento, il patrimonio si divide tra coniuge e figli senza distinzioni di genere. Restano però le regole generali del Codice Civile emiratino, per cui la successione dello straniero segue in linea di principio la sua legge nazionale, mentre per gli immobili situati negli Emirati trova applicazione la legge locale. Il risultato è un sistema in cui la volontà del testatore è rispettata soltanto se espressa nelle forme giuste e nel registro giusto.
Negli Emirati il non musulmano può registrare il proprio testamento presso il DIFC Wills Service Centre (in lingua inglese, con un sistema di common law dedicato), presso il notaio delle Dubai Courts o presso il Dipartimento Giudiziario di Abu Dhabi. Ogni opzione ha costi, formalità e ambiti di efficacia diversi, e la scelta dipende da dove si trovano i beni e da chi sono gli eredi. Per i testamenti DIFC lo Studio opera in prima persona: l’Avv. Fadwa Laaziz è iscritta nel Register of Wills Draftsmen delle DIFC Courts, l’elenco ufficiale dei professionisti abilitati a redigere testamenti destinati alla registrazione presso il DIFC Wills Service Centre.
Dall’altra parte c’è il diritto italiano, che non smette di seguire il cittadino all’estero: il Regolamento UE 650/2012 individua la legge applicabile alla successione, consente di scegliere la legge della propria cittadinanza, e la quota di legittima protegge coniuge e figli indipendentemente da ciò che è scritto in un testamento registrato a Dubai. Un testamento emiratino redatto senza tener conto di queste regole può generare conflitti tra eredi e impugnazioni in Italia. Per questo lavoriamo sempre su due binari coordinati: lo strumento emiratino per i beni negli Emirati e il testamento italiano per il resto del patrimonio, con clausole che si richiamano e non si contraddicono.
Come lavoriamo su un testamento per Dubai
- 1. Mappa del patrimonio — beni in Italia e negli Emirati, eredi, residenza fiscale, figli minori
- 2. Scelta degli strumenti — testamento DIFC, Dubai Courts o Abu Dhabi; testamento italiano con scelta di legge
- 3. Redazione e registrazione — anche a distanza, con procura legalizzata dall’Italia
- 4. Tutela dei minori e aggiornamenti — nomina dei tutori, revisione periodica al cambiare di beni e famiglia